Fulvio Bovard, Amministratore Delegato di Advenias, racconta perché un’azienda di software sanitario ha deciso di scendere in pista.
Advenias è una realtà che lavora ogni giorno con strutture sanitarie e sociosanitarie. Come nasce il collegamento con una manifestazione sportiva come RunTogether?
Nasce in modo quasi naturale, anche se a prima vista può sembrare un salto. Noi lavoriamo ogni giorno con professionisti che si prendono cura delle persone. Questo implica una costante attenzione al “benessere”. Non solo quello degli assistiti, ma anche quello di chi lavora.
È un approccio vicino al concetto di One Health: la salute non è un fatto individuale e isolato, ma il risultato di un ecosistema personale, sociale, ambientale. C’è un filo diretto con il modo in cui oggi pensiamo alla sanità territoriale: la salute si costruisce nella comunità, non solo negli ospedali.
Sostenere RunTogether è un modo concreto di vivere questo paradigma: il benessere non finisce dentro una struttura sanitaria, ma si irradia nel territorio e, soprattutto, comincia molto prima, nella vita quotidiana e nelle scelte di movimento.
Eppure non è scontato che un’azienda tech del settore sanità scelga di associarsi a uno sport amatoriale. C’è un rischio di incoerenza comunicativa?
Al contrario. Credo che ci sia una coerenza importante da sottolineare: non facciamo tecnologia per la tecnologia in sé, ma la facciamo per sostenere le persone. Lo sport amatoriale ha la stessa logica: non si corre per vincere una medaglia olimpica, si corre per stare bene, per restare in forma, per condividere qualcosa con gli altri. Questo ci assomiglia molto.
RunTogether premia la “Frequenza di Precisione”: chi mantiene il ritmo più costante lungo le tappe. Perché avete sponsorizzato proprio quel premio?
Questo premio è stato concordato da noi con gli organizzatori perché è il concetto che ci rappresenta meglio in rapporto alla sanità: nel lavoro che facciamo e i professionisti con cui ci rapportiamo, non fanno scatti da centometristi. Esiste la maratona quotidiana di un operatore domiciliare che vede molti pazienti al giorno, di un coordinatore che gestisce una residenza con decine di operatori e tantissimi ospiti, di una Centrale Operativa Territoriale che deve rispondere in tempo reale a infinite richieste diverse.
Premiare chi tiene il ritmo, significa premiare la qualità vera non il guizzo isolato. Advenias Care è costruita esattamente per sostenere questo: non sporadici momenti di efficienza, ma standard elevati ogni singolo giorno.
Il lavoro di Advenias ruota attorno alla qualità del dato clinico. Nello sport il cronometro fa lo stesso. C’è un parallelo?
Assolutamente. Il dato non mente, né in corsia né in corsa. In aggiunta, in entrambi i casi racconta di impegno, continuità e strategia.
In Advenias Care lavoriamo per fare in modo che il dato arrivi pulito, al momento corretto, al professionista giuto. In una gara, è esattamente quello che fa un buon allenatore.
Una curiosità: il regolamento prevede che in caso di parità vincerà l’atleta più anziano. Perché?
Gran parte del nostro lavoro quotidiano riguarda la cura degli anziani, e per noi l’età non è mai un limite, ma un patrimonio. Premiare l’atleta più anziano è un gesto piccolo significativo che mostra come restare in gara con continuità e dignità valga più di qualsiasi record.
Cosa avete augurato ai partecipanti di questa edizione?
Di trovare un ritmo che sia prima di tutto loro, ignorando quello degli altri ed evitando di inseguire qualcosa per paura di restare indietro.
Nella corsa come nel lavoro, la chiarezza dell’obiettivo fa tutta la differenza. Correte con la testa dritta sulla meta, ma godetevi ogni passo.
Advenias è stata partner 2026 di RunTogether come sponsor del premio “Ritmo Perfetto”.




