
Tiziana «Ora ti mostro la Bambola per la Doll Therapy»
Libera «Aspetta, Tiziana, la bambola sta dormendo»
Intervistatrice «Sta dormendo?»
Libera «Certo: con queste persone bisogna essere convincenti. Noi lavoriamo con soggetti disorientati, se noi per primi non siamo sicuri non riusciamo ad aiutarli. Quindi la bambola ora sta dormendo. Però, la possiamo provare a svegliare così ti mostriamo come viene utilizzata nella nostra terapia».
Tiziana Morrone, esperta in terapie non farmacologiche, e Libera Mucci, animatrice e coordinatrice
Per comprendere da vicino come si costruisce un ambiente di cura dedicato alle persone con demenza, abbiamo fatto visita al Centro Diurno per Anziani della Fondazione Filippo Turati. In questa realtà, ogni giorno si lavora per offrire agli ospiti assistenza, attenzione e rispetto, affinché possano mantenere una buona qualità di vita anche tramite terapie farmacologiche.
Durante la visita, abbiamo incontrato alcune figure chiave del Centro: Stefania Abetini, responsabile della qualità e sicurezza delle cure, Tiziana Morrone, esperta in terapie non farmacologiche, Elena Pianorsi, direttrice del Centro, e Libera Mucci, animatrice e coordinatrice.
Ciascuna di loro ci ha raccontato il proprio impegno e le modalità con cui contribuiscono, insieme al resto del team, a prendersi cura degli anziani accolti nella struttura.
Quali sono le terapie non farmacologiche proposte all’interno del Centro Diurno della Fondazione Turati?
All’interno del nostro Centro offriamo numerosi percorsi specifici, pensati per ogni fase di sviluppo della malattia. Dalla Validation Therapy alla Doll Therapy, passando per la Terapia del Treno e la Terapia della Reminiscenza.
Stiamo inoltre lavorando per attivare nuovi progetti, come lo Yoga della Risata, le visite museali presso il Polo Museale di Pistoia, studiate appositamente per persone con demenza, e un orto botanico che sarà avviato in primavera, pensato per le persone del Centro ma aperto anche alla cittadinanza.
Validation Therapy

Cos’è la Validation Therapy e come viene applicata?
La Validation Therapy mette in secondo piano l’aspetto clinico dell’anziano e si concentra sulla relazione. È un approccio in cui si utilizza la comunicazione verbale e non verbale per sostenere i problemi relazionali. Può essere adottato in tutte le fasi della demenza, dalla forma lieve fino a quella estremamente grave, inclusi gli stati vegetativi.
Gli interventi hanno una durata limitata: si tratta di momenti di grande concentrazione ed empatia con la persona. Non è una semplice chiacchierata, ma un incontro autentico e intenso. La durata varia a seconda dello stadio della malattia: nella terza fase si può arrivare fino a sette minuti, nella quarta al massimo tre.
Qual è il ruolo degli operatori nella Validation Therapy?
Il loro ruolo è fondamentale: la Validation Therapy si basa su tecniche di comunicazione specifiche, verbali e non verbali, radicate nella psicologia e nella Programmazione Neuro-Linguistica (PNL).
Gli operatori seguono percorsi formativi che includono tecniche di rilassamento, ancoraggio e calibrazione, affinché sviluppino un approccio validante verso la persona. L’obiettivo è comunicare in modo autentico, utilizzando l’empatia e la fiducia per entrare in sintonia con la realtà interiore dei grandi anziani disorientati.
È importante saper individuare il “senso preferito” della persona (udito, vista, tatto) per modulare il linguaggio e le azioni di conseguenza.
Nelle persone con demenza, la comunicazione non verbale assume un ruolo essenziale: lo sguardo, la postura, i gesti dicono molto più delle parole.
Cosa si intende per approccio validante?
L’approccio validante non è solo una terapia, ma un metodo per comunicare con le persone affette da demenza. Si basa su tecniche come la riformulazione e l’analisi della polarità.
La riformulazione aiuta a gestire l’utente con maggiore empatia: se l’ospite afferma di essere triste, si rielabora l’informazione per favorire la comprensione e l’allineamento emotivo (“Sta dicendo che è triste? Ho capito bene?”).
L’analisi della polarità, invece, esplora lo scenario peggiore: ad esempio, se l’ospite dice di voler tornare a casa dai figli, si chiede cosa potrebbe succedere ai figli senza di lui. Da lì si possono esplorare emozioni più profonde, traumi o sensi di colpa. Spesso, dietro un disturbo del comportamento si celano problemi irrisolti che riaffiorano.
Quali benefici porta alla persona con demenza?
Le persone con demenza percepiscono chiaramente la genuinità degli altri e si accorgono quando vengono prese in giro o trattate in modo non autentico. È quindi essenziale essere sinceri.
Questa tecnica, pur non essendo una cura, offre un importante beneficio: riduce i disturbi del comportamento, aumenta l’autostima e rende la persona più serena, perché si sente ascoltata e rispettata.
Un esempio pratico: se una persona con Alzheimer chiede della propria madre (“voglio la mia mamma”), non si risponde semplicemente “tua madre è morta”. Si accoglie l’emozione dietro quella frase, ponendo domande come “quanto ti manca la tua mamma?”, dando spazio ai sentimenti che emergono da quel ricordo.
Doll Therapy

In cosa consiste la Doll Therapy e quali effetti ha sui partecipanti?
La Doll Therapy, o Terapia della Bambola, utilizza una bambola terapeutica, quella del nostro Centro si chiama “Gully”. Si tratta di un presidio medico riconosciuto dal Ministero della Salute e brevettato da Generale Arredamenti, un’azienda che progetta e realizza ambienti terapeutici e che ha curato l’arredamento del Centro.
La bambola richiama alla memoria il periodo in cui la persona accudiva un figlio o era lei stessa un bambino. Le persone con demenza tendono a identificarla come un bambino o una bambina reale, un figlio o un nipote. In alcune fasi della demenza, viene percepita semplicemente come un oggetto, ma rappresenta comunque un efficace antistress.
Esiste una simbologia precisa negli oggetti che le persone con demenza riconoscono e a cui attribuiscono significati affettivi: un fazzoletto può richiamare un bambino, una borsa l’identità personale, un bastone la forza e la virilità, una pantofola l’atto sessuale, una carrozzina il mezzo di trasporto.
Che caratteristiche ha la bambola terapeutica utilizzata nella Doll Therapy?
La bambola ha un peso e una forma che simulano quelli di un neonato. Gli occhi non sono centrati per non risultare minacciosi e non ha un’espressione definita: l’utente può così proiettare su di lei lo stato d’animo che preferisce. Anche i denti sono coperti, per non trasmettere sensazioni di sfida.
Gli abiti sono rimovibili, così da permettere alle persone di esercitare le abilità residue, come nei casi di aprassia.
Perché è importante limitare il tempo di utilizzo della bambola durante la Doll Therapy?
La bambola è utile anche per i disturbi del ritmo sonno-veglia; può essere tenuta in camera, dentro una carrozzina o nel letto.
Normalmente, la terapia ha un tempo massimo di circa 20 minuti dopodiché è necessario toglierla in quanto la persona potrebbe provare stress legato all’eccessivo senso di accudimento. Alcuni utenti, ad esempio, evitano di alzarsi per non lasciare sola la bambola, anche quando avrebbero bisogno di andare in bagno.
Terapia del Treno

Cos’è la Terapia del Treno e come viene realizzata al Centro Diurno?
La +nel nostro Centro è raccolta nella ricostruzione fedele di una cuccetta ferroviaria degli anni ’60, arredata da Generale Arredamenti. La stanza è dotata di uno schermo che trasmette immagini dei paesaggi toscani e di sedili vibranti.
Questa terapia è proposta a persone selezionate, che non abbiano paura degli spazi chiusi o del buio, e che riconoscano la stanza come un treno. La risposta tipica di chi si immerge correttamente nell’ambiente è una frase come: “Si va a casa”.
Qual è la funzione della simulazione di un viaggio in treno per le persone con demenza?

È un ambiente intimo e accogliente, adatto a stimolare il racconto biografico degli ospiti e dei loro familiari. Rappresenta un’opportunità per rafforzare la memoria visiva dell’idea di viaggio e creare un legame con il territorio, grazie alle tratte ferroviarie che partono dalla stazione di Pistoia.
L’arredo, curato nei minimi dettagli, consente alle persone di rivivere l’esperienza di un viaggio in treno, favorendo il radicamento territoriale e il richiamo di ricordi personali.
Terapia della Reminiscenza
Cos’è la Terapia della Reminiscenza e perché è considerata efficace?
La Terapia della Reminiscenza invita gli anziani a rievocare ricordi ed emozioni del passato, positivi o negativi. Questa pratica aiuta a migliorare l’autostima, l’umore e ridurre i sintomi depressivi, contribuendo così alla qualità della vita.
Le emozioni emerse durante la reminiscenza hanno un valore catartico: spesso le persone piangono, ma si tratta di un pianto liberatorio. Non è necessaria l’autorizzazione dei familiari per attivare questa terapia, ma è fondamentale farlo con attenzione, evitando di disorientare ulteriormente gli ospiti.
In quali fasi della demenza è consigliabile proporre la stimolazione cognitiva e l’orientamento spazio-temporale?
La stimolazione cognitiva e l’orientamento spazio-temporale si praticano solo nelle fasi iniziali della malattia. Ad esempio, si può partire dall’osservazione del calendario per collegarsi a eventi vicini, come il Carnevale, e sollecitare i ricordi legati a questa festa.
Anche chi non è verbale può beneficiare di queste attività, purché vi sia ancora una comprensione cognitiva sufficiente. Quando questa capacità viene meno, la terapia della reminiscenza potrebbe risultare stressante, anziché benefica.
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Questo articolo fa parte della serie A tu per tu, una rubrica in cui noi di Advenias approfondiamo progetti interessanti portati avanti dai nostri clienti. Attività virtuose, che pensiamo possano apportare approfondimenti utili per l’intera comunità sanitaria e socio-sanitaria.
La serie intera è nella sezione Testimonianze del nostro Blog.
Abbiamo parlato del Centro Diurno Turati in altre occasioni:
- Vedere oltre la diagnosi: il Centro Diurno della Fondazione Turati e l’approccio alle demenze
- Non si assiste da soli: famiglie e professionisti accanto agli anziani



