Tre giorni di incontri, confronti e visioni per il futuro del welfare: il 6, 7 e 8 novembre, Roma ha ospitato l’evento nazionale di UNEBA, l’Unione Nazionale Istituzioni e Iniziative di Assistenza Sociale.
Tra i partecipanti anche Advenias, rappresentata da Antonia Giampaolo, commerciale dell’azienda, che ha vissuto in prima persona un momento denso di significato per tutto il mondo dell’assistenza socio-sanitaria.
Partiamo dall’inizio: che cosa rappresenta UNEBA nel panorama nazionale del welfare?
UNEBA è una realtà straordinaria, letteralmente: è un Ente del Terzo Settore riconosciuto come Rete Associativa Nazionale, e riunisce enti, fondazioni, associazioni e imprese sociali che operano nei campi sociale, socio-sanitario ed educativo.
Gli associati UNEBA condividono una visione fortemente radicata nei principi cristiani, e si dedicano ogni giorno alle persone più fragili: anziani autosufficienti e non autosufficienti, persone con demenza o disabilità, malati in fase avanzata o terminale, minori privi di sostegno familiare, donne vittime di violenza, e molti altri.
Dietro questa rete ci sono molte realtà differenti: strutture residenziali, centri diurni e servizi domiciliari. La spina dorsale del welfare di prossimità.
Partecipare a questo evento significa entrare in contatto con chi, concretamente, costruisce ogni giorno modelli di cura e inclusione.
Quali sono stati, secondo te, i momenti più significativi di questa edizione?
Sicuramente l’incontro al Quirinale con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. È stato un momento di grande emozione, ma anche di profonda riflessione.
Il Presidente ha ricordato come l’Italia conti milioni di persone anziane, di cui molti non autosufficienti, e ha sottolineato la necessità di una stretta integrazione tra servizi sociali e sanitari.
Ha parlato di “solidarietà tra generazioni” e della responsabilità collettiva nel non lasciare sole le famiglie di fronte al peso dell’assistenza. Sono parole che toccano nel vivo il lavoro di UNEBA e Advenias.
Secondo me è un discorso in cui può facilmente empatizzare chiunque creda che la tecnologia debba essere al servizio delle persone, non il contrario.
Come si inserisce Advenias in questo dialogo tra valori e innovazione?
Il nostro ruolo è quello di facilitare la trasformazione digitale del settore, ma con un approccio profondamente umano.
Le parole del Presidente Mattarella ci ricordano che il digitale non deve mai allontanare, ma avvicinare. Per questo sviluppiamo strumenti che rendono più facile la comunicazione tra operatori, caregiver e familiari, e che permettono alle strutture di migliorare la qualità dell’assistenza in modo misurabile e trasparente.
In un contesto come quello di UNEBA, questo significa collaborare con enti che condividono la stessa visione: un’innovazione che non sostituisce la relazione, ma la rafforza.
Nei momenti più informali dell’evento hai avuto modo di parlare con tanti partecipanti. C’è qualcosa che ti ha colpito in modo particolare di quei confronti “fuori programma”?
Assolutamente! Nei momenti conviviali ho incontrato storie che difficilmente si leggono nei documenti ufficiali: volontari che dedicano il loro tempo agli anziani soli, operatori che dopo il turno tornano a casa dei loro utenti per un ultimo controllo, coordinatori che, pur con organici ridotti, provano ogni giorno a non lasciare indietro nessuno.
Parlare con loro mi ha ricordato che il tempo è il bene più prezioso che possiamo donare. Ed è anche il “motore invisibile” che tiene insieme molte realtà del Terzo Settore.Quelle conversazioni, sincere e spontanee, mi hanno fatto vedere con ancora più chiarezza quanto la cura non sia fatta solo di procedure o organizzazione, ma soprattutto di presenza, ascolto e disponibilità.
C’è un messaggio che porti a casa da questa esperienza?
Sì: l’innovazione più autentica nasce sempre dall’ascolto.
Stare a contatto con gli operatori, le direzioni e i volontari UNEBA è stato un promemoria fortissimo del perché facciamo questo lavoro.
Dietro ogni processo, ogni flusso dati, ogni soluzione tecnologica ci sono persone reali, con fragilità, bisogni e storie. Questo evento, così come l’incontro al Quirinale, ci ha ricordato che la tecnologia può e deve essere uno strumento di umanità, se orientata ai valori giusti.
Un’ultima riflessione?
Vorrei ringraziare UNEBA per l’accoglienza e per la capacità di creare un dialogo autentico tra realtà diverse. Il futuro dell’assistenza non può prescindere da collaborazione, responsabilità e prossimità.
Sono convinta che il lavoro di Advenias e quello degli enti UNEBA si muovano nella stessa direzione: mettere la persona al centro, con strumenti nuovi ma con la stessa attenzione di sempre.
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Dell’appuntamento di UNEBA Nazionale ne abbiamo parlato anche qui:
Advenias al Quirinale: un riconoscimento che ci ricorda perché facciamo innovazione
Valori, persone e innovazione: perché eventi come quello di UNEBA sono essenziali



