L’alleato silenzioso: la tecnologia a supporto degli educatori

Advenias_Francesco Negretti

Il mondo dell’educazione è in costante evoluzione. La tecnologia, spesso vista come una minaccia, può invece diventare un prezioso alleato per gli educatori e i professionisti dell’ambito educativo.

 

Ne parliamo con Francesco Negretti, Product Manager, che da anni coordina lo sviluppo del nostro software per realtà socioassistenziali.

 

Perché gli educatori non dovrebbero temere la tecnologia?

La tecnologia -quella che funziona bene-  deve aiutarci, non complicare il lavoro. Questo principio, con cui gestisco anche la mia vita, in azienda è un mantra. Quindi la tecnologia è, se ben integrata, un prezioso alleato per la gestione dei servizi educativi.

 

Il percorso educativo individuale è fondamentale per permettere di sviluppare al meglio le potenzialità di ogni soggetto, nel modo più opportuno alle sue necessità, percorsi personalizzati e sviluppati sui personali PEI, Piano Educativo Individuale. Il software in questo frangente consente di monitorare gli obiettivi in maniera più analitica e di condividere le informazioni rapidamente tra i professionisti che si occupano del soggetto, una collaborazione che promuove un ambiente di lavoro dinamico e inclusivo.

In generale poi registriamo una evidente semplificazione delle attività amministrative. Le persone che usano un software registrano migliorie nella gestione di documenti, presenze, comunicazioni con le famiglie. Si tratta di un sistema che tecnicamente definiamo “ad albero”: da un lato andiamo ad alimentare i cedolini dei dipendenti, suddivisi per centri di costo, e dall’altro, a generare i pro forma di fatturazione organizzati rispetto ai requisiti della committenza.

 

Se da un lato sempre più aspetti, necessari ma impegnativi, vengono automatizzati, dall’altro liberiamo tempo prezioso da dedicare alla loro professione.

 

Quali sono i vantaggi concreti per gli educatori?

Solitamente ci evidenziano un generale risparmio di tempo e un aumento dell’efficienza. Le realtà educative hanno una “presa” maggiore sulla situazione, con una conoscenza più approfondita e variegata delle esigenze dei ragazzi.

Lasciare in un armadio il foglio ore non è solo una questione di risparmio ecologico, comunque importante per una organizzazione di certe dimensioni. Vuol dire avere molto più controllo sulla realtà socio sanitaria nel suo insieme. 

 Per scendere più nel pratico, quando cito la semplificazione, intendo supporti come le timbrature virtuali con evidenza degli scostamenti rispetto al monte ore, le indicazioni delle attività frontali e non, ma anche delle attività non effettuate recuperabili o non recuperabili. Per esempio con Advenias Care permettiamo di associare gli educatori ai minori, aspetto anche visibile per gli autorizzati sul PEI, con osservazione e documentazione allegata. 

 

Tuttavia, la parte che mi affascina sempre sono le numerosissime segnalazioni che emergono sul miglioramento della comunicazione interna tra i professionisti. Avere tra le mani uno strumento che permette il confronto rapido e quasi immediato semplifica, migliora e arricchisce la comunicazione.

La nostra piattaforma per esempio consente di gestire tutto il flusso delle attività educative scolastiche e territoriali e dei campi estivi. Quindi raccoglie insieme moltissime informazioni: la presa in carico dei minori e dei servizi di plesso, la definizione del monte ore settimanale e la pianificazione e rendicontazione delle attività tramite app.

 

Cosa viene sottovalutato quando si parla di software per il settore educativo?

A mio avviso spesso si hanno due macro-incomprensioni: la difficoltà della trasformazione digitale e la formazione degli operatori che la adotteranno.

Mi spiego meglio. La digitalizzazione è impegnativa, questo è riconosciuto: richiede un impegno di tempo e risorse e – comprensibilmente – può creare timori nell’organizzazione. Tuttavia, spesso viene eccessivamente demonizzata.

 

Un’attività di questo genere si può sviluppare in tempi relativamente brevi, solitamente noi partiamo su reparti o aree specifiche da usare come starter. Ma in generale mi sento di dire che bisogna scartare l’idea di una procedura lenta e artificiosa.

In secondo luogo, spesso si sottovaluta la potenza della formazione. Dal nostro canto cerchiamo sempre di dare molto spazio a questo frangente, perché meglio formiamo gli specialisti, più rapidamente la spinta digitale e i suoi effetti positivi si manifestano nell’intera organizzazione. Serve tuttavia un approccio graduale e personalizzato, per questo si prediligono incontri a distanza di tempo, per consentire agli stessi soggetti di familiarizzare con il prodotto e poi aiutare i colleghi che arrivano dopo di loro nel muoversi con semplicità.

 

Se la tecnologia può essere un potente alleato per gli educatori e i professionisti è importante scegliere le soluzioni più adatte alle proprie esigenze e investire nella formazione del personale, oltre che nella digitalizzazione dei sistemi, è fondamentale per sfruttare al meglio le potenzialità offerte dalla tecnologia nel contesto educativo.

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Abbiamo parlato del tema in precedenza: lo puoi approfondire nell’articolo “Campi estivi e servizi educativi: pianifica, gestisci e rendiconta le presenze

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